Escursione tutta rivolta alla natura quella dello scorso 17 maggio, tra le formazioni ofiolitiche, rocce metamorfiche dal colore verde scuro che hanno fatto da sfondo alla fioritura primaverile. L'area sin dall'antichità era conosciuta per le sue cave di serpentino, comunemente chiamato "marmo verde di Prato", utilizzato per i paramenti murari policromi nell’architettura medioevale e rinascimentale della Toscana e di parte dell’Italia centrale. La particole della composizione delle rocce permette la nascita e crescita di specie floristiche endemiche che rendono l'area un luogo unico.
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
Grazie a tutti per aver partecipato!
Qui di seguito trovate qualche scheda informativa sulla flora dell'ANPIL del Monteferrato:

CISTO FEMMINA Famiglia Cistaceae Specie Cistus salvifolius E’ un arbusto sempreverde, a portamento cespitoso, scarsamente aromatico, con steli di colore rosso-verde ricoperti di peli. Le foglie sono verde pallido picciolate, ellittiche e pelose su entrambe le pagine. I fiori solitari o raccolti in piccole infiorescenze sono portati da un lungo peduncolo. I semi si sviluppano in capsule pelose. Il Cisto Femmina vegeta in un areale mediterraneo, prevalentemente nelle leccete, nella macchia mediterranea e nella gariga.
GINESTRA COMUNE Famiglia Leguminosae Specie Spartium junceum
Arbusto privo di spine con steli lisci e flessuosi. I fiori sono grandi e profumati. Le foglie sono piccole e lanceolate. Vegeta ovunque nella zona mediterranea principalmente su suoli calcarei, predilige macchie, garighe e bordi stradali. Il passeggero è una cantharis.



IBERIDE ROSSA
Famiglia Brassicaceae Specie Iberis umbrellataPianta erbacea perenne che può raggiungere un'altezza di 30 cm.; ha sviluppo tappezzante e quindi tende ad espardersi molto; durante i mesi più freddi dell'anno la parte aerea può disseccare completamente, per spuntare l'anno successivo. Nelle restanti stagioni produce costantemente graziosi fiori dei toni bel bianco e del rosa.
LE PIANTE DEL SERPENTINO Le ofioliti – chiamate anticamente “pietre verdi” per il loro colore – sono una associazione di rocce di origine magmatica che formano sezioni della crosta oceanica e del mantello; a tratti affiorano sulla superficie terrestre, dando origine a rilievi del tutto particolari per la forma e l’aspetto a tinte fosche, con una vegetazione scarsa e singolare, tanto da sollecitare la fantasia popolare che ha creato per loro i toponimi più bizzarri e cupi: Monte Nero, Monte Tignoso, Monteferrato, Pietra di corvo ecc
Le principali rocce costitutive sono i basalti, noti anche come diabasi, i gabbri, i diaspri e le “serpentiniti” o serpentine, esse infatti, per la loro composizione chimica e struttura, sono le maggiori responsabili della selezione delle piante negli ambienti ofiolitici.I terreni serpentinosi sono fra quelli più “stressanti” per la flora, ovvero fra i più ostili per un gran numero di specie vegetali, tanto che molte non riescono a sopravviverci e molte altre vi sopravvivono con grande difficoltà. Solo alcune specie si sono adattate a questi habitat tanto che si incontrano unicamente qui e solo perché al di fuori di questi ambienti non riescono a reggere la concorrenza con le altre specie più “aggressive”. Questo effetto selettivo sulla vegetazione è legato a tutta una serie di cause, le più importanti delle quali possono essere sintetizzate come segue:
• la presenza nella roccia serpentinosa di elementi fitotossici in alta percentuale (magnesio, ferro, nickel, cromo ecc.) e carenza di altri elementi importanti per la biologia delle piante (calcio, potassio e sodio);
• la difficoltà alla formazione di un terreno di una certa consistenza, spessore e humus, e presenza di ampie zone di nuda roccia, il tutto legato alla lenta degradazione della pietra stessa, alla forte inclinazione di vaste aree e all’opera di dilavamento delle acque piovane;
• ampi sbalzi termici giorno-notte, estate-inverno, dovuti soprattutto al colore scuro delle roccia che si surriscalda per effetto dell’insolazione determinando forti rialzi di temperatura nelle ore centrali del giorno e nei mesi caldi ed anche una rapida evaporazione dell’acqua ecc...Lo scarso terreno che si origina da queste rocce molto basiche, è curiosamente a reazione acida per l’elevata solubilità dello ione magnesio. Esso si raccoglie soprattutto negli anfratti delle rocce, nelle aree pianeggianti e nelle zone situate più a valle, dove la vegetazione spesso si fa più folta con un accentuarsi della presenza di alberi e arbusti.
LE SERPENTINOFITE Questi habitat, inospitali ad un gran numero di vegetali, hanno selezionato o hanno dato rifugio ad una serie di specie che riescono a sopravvivere ed a riprodursi su questi suoli. Esse si distinguono in:
1) SERPENTINOFITE OBBLIGATE (o SERPENTINICOLE TIPICHE): non riescono ad affermarsi né a sopravvivere al di fuori delle aree ofiolitiche; coincidono con i così detti ENDEMISMI del SERPENTINO: si tratta di endemismi ecologici (legati all’ambiente di crescita) e non di endemismi in senso stretto o geografici (ad areale più o meno ristretto di distribuzione sul territorio);
2) SERPENTINOFITE LOCALMENTE PREFERENZIALI: (di cui fa parte l’Iberide rossa)sono specie che sopravvivono anche su altri tipi di terreno e substrato, ma si trovano più numerose, oppure, limitatamente ad alcune aree geografiche, solo su serpentino. Sono essenze che mal sopportano l’antagonismo con le altre piante e quindi riescono ad affermarsi soprattutto dove la concorrenza è ridotta .